ALCUNI CASI DI SUCCESSO

TESTIMONIANZE
OBIETTIVI

La signora “Maria” si è avvicinata al Neurofeedback dinamico con l’intento di migliorare il suo stato psico-fisico e ritrovare il suo benessere interiore, abbandonando quella tristezza che si porta dentro. Spera inoltre di ritrovare la grinta e l’entusiasmo nelle cose che fa ed in particolare in campo lavorativo, dove un supplemento di concentrazione, attenzione e spigliatezza sarebbe il benvenuto. Lo stress provoca anche vari disturbi a livello fisico quali problemi di pelle, stomaco e intestino delicati, mal di testa ed emicranie. I principali sintomi psichici sono i cambiamenti repentini di umore, ansia, insicurezza. Anni fa “Maria” ha subito un forte trauma fisico e psichico legato ad un incidente stradale. Nel periodo adolescenziale è stata soggetta ad anoressia, ed è stata seguita da una psicologa. Il Neurofeedback dunque potrebbe anche aiutarla ad elaborare e catalogare questi traumi psichici in modo che essi non rappresentino più un ostacolo doloroso nella sua evoluzione personale positiva.

RISULTATI

I risultati di “Maria” sono molto buoni. Fin dalla seconda seduta “Maria” torna a casa senza più quel senso di pesantezza alla testa con cui era arrivata, segno evidente di una ricettività del suo sistema nervoso centrale al training, così come il formicolio al viso risentito durante la terza seduta. Dopo le prime sedute risente il bisogno di dormire di più che, non potendo soddisfare a causa dei suoi orari di lavoro, le da stanchezza e difficoltà ad alzarsi la mattina presto. Ma lo stato generale migliora e “Maria” risente meno stanchezza, meno ansia ed un deciso miglioramento del suo benessere psico-fisico. Col progredire delle sedute si rilassa sempre più riuscendo anche ad addormentarsi. Il fine settimana che per lei era di solito cupo, non lo è più. Se prima tutto era uguale ora ha più voglia di fare progetti. Riesce ad assorbire molto meglio e con più distacco le tensioni sul lavoro e, nonostante le ore di sonno siano sempre contate, è mentalmente più lucida, razionale e posata. Più concentrata e razionale sul lavoro. Gli altri le dicono che ha un altro sorriso.

OBIETTIVI

La signora “Luisa” si è avvicinata al Neurofeedback dinamico con l’intento di migliorare il suo stato di salute psico-fisico duramente messo alla prova negli ultimi anni in seguito a problemi familiari, al lutto per la morte del padre, a tensioni sul lavoro ed alla necessità di reinventarsi professionalmente, alla perdita della casa di famiglia. Gli stati d’ansia provocati dall’accumularsi di queste situazioni le portano mal di testa, gastriti, gonfiori intestinali, dolori articolari, pruriti in tutto il corpo e ad alimentarsi talvolta in maniera squilibrata.

RISULTATI

I risultati di “Luisa” sono molto buoni. Fin dalla prima seduta si rilassa e risente come un brivido che l’attraversa nel dormiveglia, segno evidente di una ricettività del suo sistema nervoso centrale al training. Dopo due sedute “Luisa”, pur non dormendo di più ed addormentandosi tardi, dorme profondamente quelle 5 ore che le sono necessarie, non è più stanca ed ha l’impressione di essere ritornata quella di prima, un animale notturno pieno di energia. Si sente attraversata da un dinamismo nuovo, con voglia di fare e si sente quasi eccitata. Sta molto meglio e dice di essere più lucida e razionale, più stabile emotivamente. È un’altra persona e vuole stare ancora meglio non ponendosi più alcun limite. Prossimo obiettivo regolare l’appetito e stabilizzare i progressi anche a livello dei dolori intestinali, diminuiti, ma che ritornano di tanto in tanto.

OBIETTIVI

La signora “Marta” si è avvicinata al Neurofeedback dinamico con l’intento principale di ridurre lo stato d’ansia permanente nel quale si trova. I principali sintomi ad esso collegati sono una sensazione diffusa di spossatezza con molta difficoltà ad alzarsi la mattina, mancanza di energie durante la giornata, pensieri ripetitivi ed ossessivi, fobie e fughe davanti a certe situazioni (vorrebbe andare a Torino da sola prendendo il treno, ma non ce la fa). Nella relazione con il figlio piccolo è talvolta soggetta ad impulsività e nervosismo. Si accorge di soffrire di deficit d’attenzione in alcune situazioni. Ha un’alimentazione mal equilibrata con desiderio di zucchero e problemi di gonfiore intestinale. Ha diagnosticato un ipotiroidismo. Manca di appetito sessuale ed è soggetta a dolori o rigidità nelle articolazioni, fibromialgia. Nella sua vita due traumi importanti: un aborto e un lutto. Tutti i suoi problemi sono cominciati con l’aborto, aumentati dal fatto che ha rischiato di perdere il suo bambino dopo la nascita.

RISULTATI

I risultati di “Marta” sono molto buoni. Fin dalla prima seduta reagisce alla grande: sensazioni piacevoli diffuse in tutto il corpo, dolore alla cervicale che sparisce, formicolio alle mani: una bomba! tornando a casa è subito più rilassata, si addormenta in maniera più fluida senza melatonina, ha meno fame nervosa, umore migliore e meno pensieri ossessivi. Durante la seconda seduta si sente molto creativa e dopo percepisce un miglioramento pazzesco al risveglio: per la prima volta nella sua vita si risveglia da sola piena di energia e di voglia di fare. Ricomincia a studiare e la memoria migliora. Arriva il mestruo e si sente molto meno irritabile. Dopo la terza seduta dei pensieri negativi sul trauma dell’aborto affiorano, ma riesce a chiuderli subito e non li sente più come ossessivi. Dopo la quarta seduta la qualità del sonno è super !! la sera si addormenta subito e la mattina è piena di energia. Il pomeriggio non beve più caffè, che era come una droga. I dolori alle spalle ed ai polsi sono spariti. Anche il rapporto di coppia con il suo compagno migliora… non era così da anni!! Cambia il suo approccio globale alle cose, senza ansia morbosa tutto è più facile, più vivibile, più fluido.

OBIETTIVI

La signora “Francesca” si è avvicinata al Neurofeedback dinamico su consiglio di suo marito. “Francesca” vive stati d’ansia che si ripercuotono a livello gastrico, con reflussi e mal di stomaco, e a livello cervicale con emicranie. Soffre inoltre di sveglia e di agitazione notturna. È soggetta ad asma e riniti allergiche.

RISULTATI

I suoi risultati sono spettacolari. Fin dalla prima seduta “Francesca” risente come una mela ghiacciata nello stomaco che si scioglie e per 3-4 giorni le sembrerà di avere uno stomaco nuovo. Poi l’effetto diventerà permanente. Ha subito anche un sonno migliore e si sente più leggera fisicamente. Prima si svegliava 3-4 volte per notte… adesso solo una, cosa che non le succedeva da un sacco di tempo. Dopo la seconda seduta l’umore è migliorato notevolmente. Dopo la terza seduta spariscono anche i dolori gastrici ed epatici. Tra la terza e la quarta seduta un incidente di percorso (arrabbiatura…) le provoca un innalzamento della divergenza e, avendo bevuto un bicchiere per rilassarsi, un ritorno del mal di testa. Ma durante la seduta percepisce una sensazione di benessere a livello del trigemino, come se qualcuno le toccasse la testa e qualcosa si sciogliesse dentro, accompagnato da una sensazione di leggerezza stranissima. Il mal di testa scompare. Sensazione nuovamente provata durante la settima seduta, ma in maniera diversa (la testa che si scioglieva dove prima le faceva male). In seguito dichiarerà che erano anni che non aveva una testa così bella: c’è, ma non si sente! Memoria migliore, non si perde più via durante la giornata, più concentrata e lucida. Durante le ultime sedute i pensieri non sono più invasivi come nelle prime ed il rilassamento è costante. Questo si nota anche nell’assenza di interruzioni sulle bande di frequenza alte.

OBIETTIVI

Il signor “Sergio” si è avvicinato al Neurofeedback su consiglio di un amico, per cercare di uscire più rapidamente da uno stato depressivo e di malessere generale, accompagnato da vari disturbi del sonno, quali sveglia, agitazione notturna ed incubi. Il training cerebrale potrebbe anche aiutarlo a convivere con un passato traumatico e a migliorare un acufene all’orecchio sinistro.

RISULTATI

I risultati di “Sergio” sono molto più che soddisfacenti. La seduta si accompagna spesso di sensazioni a livello fisico, quali senso di leggerezza, percezione di una parte specifica del corpo, formicolio agli arti, riflessi spontanei alle gambe, calore ai piedi e alle mani ed in particolare nella zona lombare, una volta sofferente; i centri nervosi corrispondenti sono dunque stimolati e rispondono. La sensazione di rilassamento in seguito ad ogni seduta è per lui piacevolissima. Ma la cosa più importante è che la qualità del sonno sia migliorata tantissimo fin dalla prima seduta. Lo stato depressivo sembra essere stabilizzato e “Sergio” si rischia ad un ritorno al lavoro, che però si rivela prematuro. “Sergio” risente anche il bisogno di dormire di più, talvolta anche durante il giorno. In accordo con il suo medico curante prova a togliere l’Endormin e dopo due notti difficili, sembra poterne fare a meno. Si nota un miglioramento anche dell’acufene.

OBIETTIVI

Il signor “Luigi” si è avvicinato al Neurofeedback dinamico con l’intento di migliorare il suo stato psico-fisico e ritrovare tranquillità, in un periodo particolarmente stressante della sua vita. Lo stress provoca disturbi del sonno con difficoltà ad addormentarsi, oltre che una leggera tachicardia, un aumento degli acufeni, dei dolori nelle articolazioni e stati d’ansia associati a una leggera depressione. Ultimamente “Luigi” si rende conto di far un uso talvolta eccessivo di alcool.

RISULTATI

I risultati di “Luigi” sono molto buoni. Fin dalla prima seduta “Luigi” risente un formicolio alle dita e alle gambe e delle reazioni del sistema simpatico alle palpebre e alle tempie, segno evidente di una ricettività del suo sistema nervoso centrale al training. Dopo la prima seduta passa una notte fantastica, dormendo senza interruzioni fino alle 7 e 30. Al mattino si sente riposato e senza dolori muscolari. Durante la seconda seduta risente una sensazione di calore al gomito, affetto da epicondilite. Dopo la terza seduta una riduzione precipitosa del sonnifero gli provoca qualche scompenso nel sonno, per altro subito riassorbito. Risente meno stanchezza, meno ansia e un deciso miglioramento del suo benessere psico-fisico. Col progredire delle sedute si rilassa sempre più riuscendo anche ad addormentarsi profondamente. Non beve più in maniera smodata.

OBIETTIVI

Il signor “Mario” si è avvicinato al Neurofeedback dinamico con l’intento di ritrovare un buon sonno, nel suo caso perturbato da anni in seguito a stati d’ansia ricorrenti. Fin dall’infanzia, “Mario” soffre di ansia, che si è però aggravata nell’età adulta. Ha vissuto molto duramente il lutto relativo alla morte di sua madre ed ha messo fine alla relazione con la sua compagna. “Mario” ha difficoltà ad addormentarsi, soffre di sveglia ed agitazione notturna ed anche di sveglia mattutina. Il suo stato ansiogeno lo porta ad irrequietezza, preoccupazioni, ipersensibilità ai rumori, irritabilità, rabbia repressa, tristezza, malinconia, pessimismo, difficoltà a confrontarsi con gli altri. Soffre inoltre di ipertensione, disfunzioni intestinali, mancanza di appetito sessuale, dolori o rigidità nelle articolazioni. Ha l’impressione di non finire mai quello che deve.

RISULTATI

I risultati di “Mario” sono molto buoni. Fin dalla prima seduta si addormenta e risente come un’apertura del plesso solare che lo libera dall’ansia. L’effetto positivo nella sua vita è immediato: ha meno pensieri ossessivi e già dopo questa prima seduta si addormenta con più facilità. Dopo la seconda seduta una palpitazione alla palpebra sinistra sparisce. Dopo la quarta seduta dichiara di stare sempre meglio, di essere più rilassato e di riuscire anche a fare senza problemi un pisolino di 20m in macchina durante la pausa pranzo. Adesso dorme quando deve dormire ed è più sveglio ed attivo quando deve esserlo; più lucido e razionale. Sabato scorso vive una tensione sul lavoro che si ripercuote un po’ sul sonno ed anche a livello emotivo. Ma la cosa passa più velocemente del solito e “Mario” riesce a rimettersi in carreggiata senza grosse conseguenze. Durante l’ultima seduta dorme ancora più profondamente che d’abitudine.

OBIETTIVI

La signora “Silvia” si è avvicinata al Neurofeedback su consiglio dello staff medico dello studio del dottor Bernini. Da anni soffre di vari disturbi legati a fibromialgia ed emicrania. Il sonno è anch’esso disturbato da sveglie notturne o mattutine. Sono presenti disturbi gastro-intestinali. Dal punto di vista dell’umore “Silvia” è talvolta soggetta ad impulsività.

RISULTATI

Il successo del trattamento è eclatante: “Silvia” ha l’impressione di “fare la polvere” in sé stessa, ha un più grande senso dell’io (come a 20 anni), una più grande creatività; la pausa di 10 giorni fra la seconda e la terza seduta non sembra essere un problema. Il fatto di essere molto più lucida in tutto le sembra una cosa “grave”, nel senso che lo era già fin troppo. Dopo 4 sedute ha più bisogno di sonno, e non se lo fa mancare neanche durante le sedute, che saranno sempre più un momento di rilassamento e riposo. Ma la cosa più importante è che la regolarità e la recidiva delle emicranie è spezzata. 5 settimane senza emicrania sono un’esperienza nuova! Questa linea positiva sarà interrotta solo da un virus intestinale che scatenerà il mal di testa fra la sesta e la settima seduta. Ma dopo la seduta sparirà di nuovo. I dolori della fibromialgia sono molto meno intensi. Durante le sue vacanze al mare, contrariamente a ciò che le è sempre successo, non soffre di stitichezza. Rileva più concentrazione ed efficacia nel gioco del tennis. Più calma e razionalità.

OBIETTIVI

Il signor “Andrea” si è avvicinato al Neurofeedback dinamico su consiglio del dottor Bernini, con l’intento di migliorare il suo stato psico-fisico, in un momento delicato della sua vita. Soggetto a sbalzi repentini di umore e ad una certa impulsività generatrice di collera, ricerca un maggiore equilibrio, anche nel consumo di alcool che, pur senza essere patologico, tende in questo momento all’eccesso. Il fegato ne risente tanto a livello emotivo che in seguito all’abuso di alcool. La tensione provoca anche dolori gastrici. “Andrea” soffre di sveglia e di agitazione notturna.

RISULTATI

I risultati di “Andrea” sono spettacolari. Fin dalla prima seduta “Andrea” ha un sonno migliore e si sente più leggero fisicamente. Dopo la terza seduta spariscono anche i dolori gastrici ed epatici. Dopo la quarta seduta “Andrea” dichiara di sentirsi sempre meglio: più leggero, meno pessimista, più concentrato, lucido, razionale, con la capacità di risolvere i problemi in modo innovativo ed efficace. “Sono ringiovanito! sono ridiventato me stesso!”. Durante le ultime sedute “Andrea” percepisce anche sensazioni a livello fisico, quale calore alla fronte e formicolio alle dita. Durante le ultime sedute i pensieri non sono più invasivi come nelle prime ed il rilassamento è costante. Questo si nota anche nell’assenza di interruzioni sulle bande di frequenza alte. “Andrea” smette poi di mangiarsi le unghie e riesce a leggere addirittura 100 pagine al giorno, cosa che non gli succedeva più da molti anni. Gestisce meglio la rabbia e lo stress in ambito familiare. Ha una nuova progettualità. La sesta seduta è particolarmente impegnativa e dei ricordi dolorosi emergono, ma poi si sgonfiano nel giro di un paio di giorni. Si sente molto più libero nella gestione della sua vita.

OBIETTIVI

Il signor “Antonio” si è avvicinato al Neurofeedback dinamico per ridurre tanto in intensità, quanto in frequenza un fastidioso acufene. Questo disturbo è notevolmente peggiorato negli ultimi mesi in cui “Antonio” è stato sottoposto ad una forte fonte di stress causata da un disaccordo in famiglia. “Antonio” dice di provare solitudine, frustrazione e rabbia. Talvolta tristezza e cambiamenti repentini di umore. Soffre anche di sveglia ed agitazione notturna, mancanza di appetito sessuale e riconosce di avere una leggera tendenza ad abusare nel consumo di alcool. Recentemente si sente anche ingrassato e vuole perdere qualche chilo. A x anni ha perso il padre a cui era molto legato. Il Neurofeedback dinamico potrebbe dunque anche aiutarlo a metabolizzare meglio questo trauma ed a non subirne più i relativi condizionamenti emotivi.

RISULTATI

Dal punto di vista soggettivo della percezione personale del miglioramento, i risultati di “Antonio” sono molto buoni. Già dopo la prima seduta di prova, prima dell’estate, era stato molto favorevolmente impressionato dal fatto che l’acufene fosse praticamente sparito per due giorni, salvo poi ritornare. Con l’inizio regolare del training la reazione è leggermente diversa, ma sempre positiva. L’acufene non diminuisce subito in intensità, ma “Antonio” si rende conto di aver spostato l’attenzione altrove e di farci meno caso. Durante la prima seduta prova un calore all’addome che non aveva mai provato prima e in un’altra è come se non avesse le braccia. Quasi subito si sente più concentrato ed efficiente sul lavoro. Ultimamente delle colleghe gli dicono che lo vedono molto più rilassato e sereno. In seguito l’acufene diminuisce anche in intensità ed addirittura per alcuni giorni sparisce del tutto. Ogni tanto torna anche forte, ma se prima era fisso, ora va a giorni alterni, lasciandogli una tregua. In ogni caso sono più i giorni in cui non c’è o è debole, che quelli in cui c’è, ma mai forte come prima. Il sonno va meglio: si sveglia sempre di notte, ma si riaddormenta. “Antonio” comincia a perdere peso e riduce il consumo di alcool. Continuare e concludere il training per stabilizzare ed approfondire i risultati ottenuti con il secondo ciclo di sedute ci sembra dunque un saggio programma.

OBIETTIVI

Il signor “Paolo” si è avvicinato al Neurofeedback dinamico principalmente a causa di un acufene persistente all’orecchio destro. Si può sperare che alla fine del ciclo completo di 20 sedute la sua frequenza e la sua intensità diminuiscano. “Paolo” ha inoltre subito un grave trauma cranico in seguito ad una caduta sul lavoro, che ne ha oggettivamente limitato la capacità relazionale, in particolare quando deve dialogare con altre persone. Subentra infatti spesso una confusione mentale ed una difficoltà di elocuzione con problemi a ritrovare le parole. Ha anche qualche problema nel leggere. Questo stato gli provoca un senso di inadeguatezza. Ha poi subito qualche anno fa la perdita di sua moglie a cui era molto legato e soffre quindi di senso di solitudine, malgrado la figlia si occupi amorevolmente di lui. Il Neurofeedback dinamico potrebbe dunque anche aiutarlo a metabolizzare meglio questi traumi ed a non subirne più i relativi condizionamenti emotivi. “Paolo” resta comunque una persona estremamente positiva e con una grande fiducia nella vita.

RISULTATI

In effetti, dal punto di vista soggettivo della percezione personale del miglioramento, i risultati di “Paolo” sono molto buoni. Dopo la prima seduta c’è subito una reazione positiva, ma che dura molto poco. L’acufene diminuisce per qualche ora, poi tutto torna come prima e sembra non esserci più alcun miglioramento per cinque sedute. La cosa è per altro normale: l’acufene è la classica sintomatologia che richiede molto tempo e pazienza, prima di ottenere dei risultati. Ma sorprendentemente dopo la quinta seduta “Paolo” percepisce una diminuzione dell’intensità e delle frequenze del fischio che lo perseguita. Senza poter affermare di aver risolto il problema, siamo comunque tutti soddisfatti ed incoraggiati a continuare sulla strada intrapresa. Il suo stato psico-fisico generale migliora. Continuare e concludere il training per stabilizzare ed approfondire i risultati ottenuti con il secondo ciclo di sedute ci sembra dunque un saggio programma.

OBIETTIVI

Il signor “Nicola” si è avvicinato al Neurofeedback dinamico principalmente con la speranza di ridurre in frequenza ed in intensità il disturbo dovuto ad un acufene. Inoltre sono insorti dei sintomi psicologici legati alla presenza dell’acufene che ne aggravano l’ossessività, come un cane che si morde la coda. Infatti “Nicola”, quando l’acufene è particolarmente forte si fa prendere dall’ansia, soffre di cambiamenti repentini di umore, è soggetto a pensieri ripetitivi ed ossessivi e si fa prendere da depressione e tristezza, con la conseguenza che l’acufene aumenta ancor più. Insorgono allora tremori ed anche emicrania. “Nicola” soffre di reflusso gastrico e ipertensione che tratta farmacologicamente. L’ipertensione potrebbe essere una concausa dell’acufene. “Nicola” ha anche subito un grave choc fisico con la perdita di una x nel 1970 ed anche vari lutti. Il Neurofeedback dinamico potrebbe dunque anche aiutarlo a metabolizzare meglio questi traumi ed a non subirne più i relativi condizionamenti emotivi.

RISULTATI

In effetti, dal punto di vista soggettivo della percezione personale del miglioramento, i risultati di Nicola sono molto buoni, addirittura al di là delle più rosee aspettative. Dopo la prima seduta constata un abbassamento della pressione a 120/65, cosa che si ripete successivamente e che non gli era più capitato da moltissimo tempo. Già dopo due sedute constata un leggero miglioramento dell’acufene, nonché una più forte capacità ad addormentarsi la sera. Dopo 5 sedute per la prima volta da quando è insorto, l’acufene è del tutto sparito e “Nicola” va a letto la sera senza quel fischio che lo assilla da mesi. L’ansia diminuisce nettamente e con essa anche l’acufene, che rifà capolino, ma certamente ridotto in intensità e in frequenza. Passa di nuovo due pomeriggi senza acufene. Si sente moralmente più forte e più fiducioso. Siamo noi stessi stupiti della rapidità con cui ha risposto positivamente al Neurofeedback, per una sintomatologia, l’acufene, che normalmente richiede molto più tempo. Continuare e concludere il training per stabilizzare ed approfondire i risultati ottenuti con il secondo ciclo di sedute ci sembra dunque un saggio programma.

OBIETTIVI

La signora “Carla” si è avvicinata al Neurofeedback dinamico a causa di un acufene scoppiato all’improvviso un mese fa, non sa perché. Con l’acufene sopraggiunge anche un forte stato depressivo associato ad attacchi d’ansia molto violenti. “Carla” è terrorizzata ed ha paura che succeda qualcosa e che la ricoverino in ospedale. I fischi continui dell’acufene ad entrambe le orecchie sono molto forti soprattutto di notte e “Carla” perde il sonno, ha difficoltà ad addormentarsi, si sveglia di notte e la mattina si alza presto, troppo presto perché non riesce a dormire. Questo stato la manda anche in confusione mentale, perde la memoria, ha difficoltà a ritrovare le parole, a leggere, a parlare. Per lei che è professoressa, questa situazione è un vero dramma. Dopo il primo colloquio viene fuori che l’insorgere dell’acufene potrebbe anche essere legato alla dolorosa soppressione del cane, avvenuta nelle sue braccia. Il Neurofeedback dinamico potrebbe dunque anche aiutarla a metabolizzare meglio questo trauma ed a non subirne più i relativi condizionamenti emotivi.

RISULTATI

In effetti, dal punto di vista soggettivo della percezione personale del miglioramento, i risultati di “Carla” sono molto buoni. Dopo la prima seduta ha un sollievo nell’immediato, ma poi tutto torna come prima. Fino alla terza seduta nessun risultato apparente. Poi comincia a dire che a destra l’acufene diminuisce e che ci pensa sempre meno con meno ansia. Poi nuova ricaduta, ansia con acufene forte che la costringe ad assentarsi da scuola. Poi di nuovo migliora e l’acufene comincia ad andare e venire. Quando fa delle cose quasi non lo sente più; lo sente solo se è da sola. L’affronta sempre meglio ed è per lo più a sinistra. Riesce anche ad appisolarsi davanti alla TV cosa che da quando era sopraggiunto l’acufene non le succedeva più. Durante le sedute all’inizio era disturbata dall’acufene, adesso non lo sente più. Di seduta in seduta i progressi sono spettacolari ed alla decima seduta afferma che la vita è ridiventata normale. Il sonno è decisamente migliorato, non prende più ansiolitici e sonniferi. L’acufene ritorna lievemente solo quando si concentra per troppo tempo sulla correzione dei compiti. Allora si ferma e sparisce. Nella vita di tutti i giorni o non c’è o, se c’è, non ci presta più attenzione. Continuare e concludere il training per stabilizzare ed approfondire i risultati ottenuti con il secondo ciclo di sedute ci sembra dunque un saggio programma.

OBIETTIVI

La signora “Daniela” si è avvicinata al Neurofeedback dinamico su consiglio del dottor Raponi, a causa di un fastidioso acufene insorto improvvisamente durante l’estate e probabilmente in seguito al trauma psicofisico subito per un’operazione di cataratta riuscito solo parzialmente. Una pre-esistente sinusite cronica potrebbe anche essere annoverata fra le cause, sempre molteplici e difficilmente individuabili dell’acufene. Segnala inoltre sveglia mattutina, palpitazioni e tachicardia, disfunzioni intestinali, problemi alla tiroide. L’insorgenza dell’acufene l’ha precipitata in uno stato d’ansia molto forte che alimenta l’acufene stesso. Crescendo l’acufene aumenta anche l’ansia che aumenta l’acufene e via dicendo in un circolo vizioso insopportabile. “Daniela” ha perso suo padre in età giovanile e sua madre, fino al suo recente decesso, si è molto appoggiata su di lei in maniera anche talvolta “pesante”. Il Neurofeedback dinamico potrebbe dunque anche aiutarla a metabolizzare meglio questo trauma ed a non subirne più i relativi condizionamenti emotivi, in particolare il suo temperamento ansioso.

RISULTATI

In effetti, dal punto di vista soggettivo della percezione personale del miglioramento, i risultati di “Daniela” sono molto buoni, per non dire spettacolari. Già dopo la prima seduta il morale migliora e passa una bella notte rilassante e riposante. La mattina si alza e l’acufene è più basso, poi man mano si alza di nuovo. La sera riesce a guardare la tele senza esserne troppo disturbata. Dopo la seconda seduta ha una crisi di sinusite, che però dura meno del solito e poi l’acufene si sposta dalla testa all’orecchio, diventando meno fastidioso. Dopo appena tre sedute afferma già di stare decisamente e veramente bene. Passa da 20 gocce di Rivotril a 5. Dopo quattro sedute dice che se prima l’acufene era dappertutto, a destra, a sinistra, in testa, adesso è solo più a sinistra e non ci dà più corda. Dopo 5 sedute passa un venerdì, sabato, domenica benissimo; poi lunedì crisi forte, ma si fa forza ed esce lo stesso per distrarsi. Martedì di nuovo bene ed il mercoledì così così. Dopo sette sedute ha una forte crisi di sinusite che le fa saltare una seduta, ma nonostante questo su quattro giorni ha solo mezza giornata di vero fastidio. Dopo 9 sedute avverte solo più qualche fruscio ed addirittura, se in compagnia od occupata a fare altro, non avverte più niente. Si sveglia meno la mattina e praticamente non ha più tachicardia. L’intestino è meno pigro. Continuare e concludere il training per stabilizzare ed approfondire i risultati ottenuti con il secondo ciclo di sedute dopo la pausa natalizia ci sembra dunque un saggio programma.