Il nostro cervello : equilibrato, plastico e docile

Tutto nel nostro cervello, pensieri, percezioni, emozioni, sensazioni, gestione dei parametri vitali e psicofisici, passa attraverso i circuiti neuronali. Essi si combinano fra di loro in un sottile gioco di equilibrio fra neuroni eccitatori e neuroni inibitori.

Questo rapporto di forza fra le due categorie di neuroni permette l’omeostasi.

L’omeostasi (dal greco ομέο-στάσις, stessa fissità), è la tendenza naturale al raggiungimento di una relativa stabilità interna delle proprietà chimico-fisiche che accomuna tutti gli organismi viventi, per i quali tale stato di equilibrio deve mantenersi nel tempo, anche al variare delle condizioni esterne, attraverso dei precisi meccanismi autoregolatori. Il Neurofeedback Dinamico non Lineare utilizza e dinamicizza questa tendenza naturale. Può succedere tuttavia che questo equilibrio sia perturbato da un funzionamento non ottimale dei neuroni, provocando dei problemi più o meno gravi. Il cervello non riesce dunque più a gestire l’insieme delle informazioni che gli giungono dai diversi sottosistemi del nostro corpo (sanguigno, endocrino, nervoso…). Ma se si informa il cervello della dinamica incongrua dei segnali che emette grazie a un software molto potente, egli può imparare a correggersi spontaneamente, emettendo dei segnali stabili, equilibrati ed efficaci, ritrovando un funzionamento armonioso e ottimale.

Il Neurofeedback Dinamico non Lineare  sfrutta il funzionamento stesso del nostro cervello, che è costantemente in stato di veglia al fine di prevenire e proteggerci da ogni minaccia. Il primo ed essenziale obiettivo del cervello è la sopravvivenza. Il cervello è così sovradeterminato a percepire, stoccare, trattare ogni tipo di informazione ed ad attivarsi in ogni situazione potenzialmente pericolosa. Sia che il pericolo venga dall’interno, sia dall’esterno. Il corpo ed il cervello sono orchestrati per una risposta congiunta ed ottimale alla minaccia che è stata scoperta. Questa collaborazione neurobiologica globale è determinante per la comprensione dei processi traumatici e delle tracce che tali traumi lasciano in noi.

“Dei residui emozionali, sociali, comportamentali e fisiologici possono condizionarci durante tutta la nostra vita” | Dr. Bruce Perry

Il Neurofeedback Dinamico non Lineare segnala al cervello i danni causati da traumi fisici e psichici accumulati nell’arco della nostra vita nei suoi circuiti neuronali, permettendogli di autoripararsi per ritrovare l’equilibrio. La plasticità del cervello è un’altra delle sua facoltà fondamentali ; è dimostrato che anche al di là dei 90 anni di vita il cervello evolve e si adatta a nuove condizioni e situazioni.

Negli anni 70 il Dr. Benson ha studiato quella cha lui stesso ha chiamato la “risposta di rilassamento” come reazione necessaria allo stato di stress prolungato per ritrovare l’equilibrio. L’organismo soffre nell’essere mantenuto troppo a lungo in condizioni di stress. Nel nostro stile di vita, queste situazioni sono purtroppo molto frequenti. Senza contare i casi in cui si subisce uno stress di forte intensità come la perdita di un caro, per una discordia familiare o per un conflitto in ambito lavorativo. Esistono dunque delle circostanze in cui diventa necessario stimolare dall’esterno il sistema nervoso per mettere in moto la risposta di rilassamento. Attraverso tecniche di training autogeno o con il supporto di ansiolitici si può dunque intervenire.

Il Neurofeedback Dinamico non Lineare può essere anch’esso una risorsa estremamente efficace ed, in alcuni casi, risolutoria per permettere al cervello di ritrovare un funzionamento ottimale.

Un concetto essenziale nel Neurofeedback: l’ “Attrattore”

Un attrattore è un condizionamento spazio-temporale inscritto nel cervello, che appare su una frequenza elettrica (in Hz) specifica. Il suo effetto e la sua azione è di attirare verso di esso l’energia e di consumarla invano, rendendola indisponibile per un funzionamento efficace del cervello. Lo si può paragonare a una fuga d’acqua in un bacino. Esso crea un mulinello energetico obbligandoci a riempire costantemente il bacino se non vogliamo che si svuoti.

Questi attrattori non sono frutto dell’immaginazione, ma una teoria verificata e verificabile attraverso i grafici del Neurofeedback Dinamico non Lineare. Infatti sugli elettroencefalogrammi che utilizziamo nelle nostre analisi, essi appaiono sotto forma di picchi situati sotto certe frequenze. Ciò che è importante capire è perché un attrattore si formi e persista. Esso si forma in seguito ad un trauma e ciò che lo mantiene in vita sono le nostre abitudini, i nostri comportamenti, schemi mentali.

Dobbiamo ricordarci che il cervello, il corpo e l’ambiente circostante sono legati. Il nostro cervello funge da intermediario fra il nostro ambiente ed il nostro corpo, ma in realtà stiamo parlando di un unico insieme nel quale ogni elemento interagisce con l’altro. Di conseguenza l’origine dell’attrattore può essere emozionale, fisica, genetica o susseguente ad una malattia. A causa sua la realtà percepita cambia od è cambiata nel passato, modificando alcuni comportamenti o modelli. Queste modificazioni sono rappresentate ed inscritte fisicamente all’interno dei circuiti neuronali. Infatti tutto nel cervello è ripartizione spaziale dell’informazione all’interno della rete neuronale.

Un altro tipo di attrattore può essere costituito dalla dominazione di un certo tipo d’onda: delta, teta, alpha, beta. Il cervello per un fenomeno di risonanza, avrà dunque tendenza a rispondere sempre o quasi su una stessa frequenza, perdendo in efficacia e differenziazione. Un ultimo tipo di attrattore può essere causato, ad esempio, da una ferita alla testa, oppure da una parte del cervello danneggiata da aneurisma o da ischemia cerebrale.

Il Neurofeedback Dinamico non Lineare contribuisce al riassorbimento degli attrattori che, col progredire delle sedute, perdono la loro capacità di assorbimento dell’energia. Il ricordo dei traumi fisici o psicologici che li hanno causati resta, ma non le loro conseguenze nefaste. La falla è chiusa e l’energia è disponibile per essere di nuovo utilizzata efficacemente e non più dispersa. Tutto questo senza dover passare per l’evocazione dei ricordi dolorosi; infatti il Neurofeedback non è una terapia verbale e non è necessario rivivere i traumi del passato per non risentirne più gli effetti negativi.