Come funziona?

Il Neurofeedback Dinamico non Lineare è una tecnica assistita dal computer che permette al cervello di essere informato sulla sua incoerenza ed altri eccessi di variabilità nella sua attività corticale.

Quando guidiamo un’auto il “feedback” ci viene comunicato attraverso il contachilometri, il contagiri e il termostato. Noi adattiamo il nostro comportamento sulla base di queste informazioni che ci giungono dall’interno della macchina, ma anche sulla base di elementi esterni come il codice della strada, lo stato della carreggiata, il meteo… Nel caso del Neurofeedback Dinamico non Lineare il mezzo più rapido per comunicare con il nostro cervello è l’udito: sarà dunque una semplice interruzione nel flusso continuo di una musica ascoltata in cuffia che segnalerà al cervello i suoi “errori”.

Che cosa succede durante una seduta di Neurofeedback (“ritorno neuronale” o “ritorno di informazioni verso il cervello”)? È semplice… Siete confortevolmente rilassati, il trainer applica dei sensori sulle vostre orecchie e sulla vostra teca cranica per analizzare l’attività elettrica del vostro cervello, su tutta una gamma di frequenze che va da 0 a 64 Hz; questa gamma è analizzata in 8 sotto-sezioni, od intervalli di frequenze, per ogni emisfero. 16 intervalli sono dunque scannerizzati ed analizzati contemporaneamente ed il feedback può aver luogo su uno qualsiasi di questi o su tutti nello stesso tempo. Questi segnali sono caratteristici dello stato mentale nel quale vi trovate. Per esempio in uno stato di rilassamento ad occhi chiusi, la frequenza dominante dei segnali emessi dal cervello sarà generalmente nell’intervallo fra gli 8 e i 13 Hz (onde alpha). Il trainer utilizza un gel conduttore che permette di accrescere la sensibilità dei sensori. Il training non è assolutamente invasivo. Precisiamo che i sensori non inviano nessun segnale elettrico al cervello, ma hanno semplicemente il ruolo di ricettori. I sensori sono applicati sull’emisfero frontale destro e sinistro e sulle orecchie. Essi sono poi collegati ad un amplificatore che trasforma il segnale in modo che sia leggibile dal computer, perché la differenza di potenziale fra i sensori è estremamente debole, qualche decina di micro-volts.

Una prima misura dell’attività elettrica del vostro cervello è valutata prima della seduta e permette di avere un’idea sullo stato di fatica o di efficienza del cervello, ma non ha alcun fine diagnostico.

Il training in quanto tale durerà circa 33 minuti, ma la durata effettiva della seduta è di circa un’ora. Dopo avervi dato delle cuffie per ascoltare la musica, inizia il training. L’attività del cervello è analizzata 256 volte al secondo. Il cliente è rilassato, non viene chiesto nessuno sforzo mentale né di concentrazione (contrariamente a ciò che accade con l’EEG biofeedback o Neurofeedback Lineare…). Vi è giusto richiesto di approfittare di un momento di relax, se non addirittura di entrare in uno stato di sonno. Nel frattempo il software riceve in tempo reale il vostro elettroencefalogramma e ricerca dei segnali di errore o di incoerenza, nel vostro cervello (non paragonando il vostro elettroencefalogramma a quella di un’attività cerebrale “ideale”, nel senso che si imporrebbe al cervello di standardizzarsi, ma per recuperare un funzionamento intrinseco e sano della capacità cerebrale del cliente). Ad ogni errore o incoerenza trovati, che corrispondono generalmente ad una variazione marcata ed improvvisa di ampiezza, la musica viene interrotta istantaneamente dal software per una frazione di secondo. La sensazione è quella di ascoltare un disco “rigato”. Il cervello, interrotto nel suo ascolto, cerca la causa di questa interruzione. Ecco in che cosa consiste il “feedback”: il software calcola incessantemente l’attività dei circuiti neuronali nei 16 intervalli sopra citati e appena un’incoerenza si produce, rinvia un’informazione al cervello attraverso una delle sue cinque porte di ingresso, in questo caso l’udito. Il cervello non ama le interruzioni nella musica e si aspetta un flusso continuo. Egli rileva qualche cosa di inatteso che lo sorprende e questo fa scattare la risposta di orientamento. L’evento inatteso è valutato come privo di pericolo, ma l’attività in corso è allora come sospesa ed il cervello può appropriarsi del feedback correggendosi immediatamente per stabilizzarsi nuovamente nella sua zona di confort. Ritrova così un rapporto di forza adeguato fra i neuroni, con delle ripercussioni positive sull’intero soggetto. La personalità od il contenuto dei pensieri del soggetto non sono assolutamente alterati; è solo il funzionamento del cervello che è ottimizzato. Il tutto in modo totalmente naturale e senza alcun effetto indesiderato.

La musica si interrompe circa il 2% del tempo totale di ascolto; ed è grazie a queste interruzioni che il cervello impara dai propri errori. L’utilizzatore non può giudicare i suoi progressi sulla base del numero delle interruzioni che percepisce. Ciò che è importante è ciò che egli percepisce durante e dopo la seduta. Certe persone interpretano le interruzioni percepite a livello cosciente come dei segni che il cervello è in cattivo stato. Questo può scatenare delle paure, una reazione di stress o un blocco emotivo. Evidentemente bisogna evitarlo e prevenire l’utilizzatore che non deve fare attenzione alla frequenza e al numero delle interruzioni.

La successione di interruzioni genera altrettante correzioni neuronali. Delle nuove connessioni sinaptiche si stabiliscono sostituendo quelle carenti. La ripetizione di queste interruzioni e delle correzioni simultanee, permette il rinforzo dei nuovi scambi neuronali, che il cervello memorizzerà durevolmente. I progressi fatti durante una seduta di Neurofeedback sono irreversibili. Il vostro cervello si è appena auto-regolato.

Seduta dopo seduta, queste centinaia e poi migliaia di micro riorganizzazioni favoriscono un miglior funzionamento del vostro sistema nervoso, cominciando dalla sua torre di controllo: il cervello. Il primo risultato sarà uno stato di benessere ritrovato. In seguito, numerosi e sorprendenti benefici si sommeranno gli uni agli altri ogni qualvolta il cervello progredisce nel suo processo di apprendimento e riorganizzazione.

Se infatti si informa il cervello della dinamica dei suoi segnali egli può imparare a correggerli spontaneamente e riuscire così ad emetterne di stabili ed equilibrati, adatti al bisogno del momento. Non è necessario avere dei problemi neurologici, psicologici o psicosomatici per beneficiare del Neurofeedback Dinamico non Lineare, anche se più l’aspetto funzionale di questi problemi è pronunciato e più i risultati potranno essere convincenti. Ogni qualvolta il cervello è implicato in un problema funzionale, il Neurofeedback Dinamico non Lineare può aiutare a porvi rimedio, poiché costituisce un allenamento a produrre ed a mantenere la “Risposta di rilassamento”, studiata dal dottor Herbert Benson e dalla sua équipe. Essa consiste nel ritornare ad un’organizzazione meno turbolenta che minimizzi il dispendio di energie, di cui lo stress è una delle cause principali.

Il Neurofeedback permette inoltre di VERIFICARE sullo schermo del computer, attraverso dei grafici semplificati, i risultati delle vostre sedute prima e dopo, e di avere un confronto immediato sui risultati ottenuti. Questi risultati sono salvati sull’hard disk del computer e questo permette mese dopo mese di seguire i progressi realizzati e di visualizzare un’evoluzione sulla quale alcuni clienti hanno difficoltà a mettere delle parole.

Il Neurofeedback Dinamco non Lineare non è un approccio medico, un medical device; infatti non necessita di nessuna diagnosi e non induce, quindi, nessun trattamento specifico. Il protocollo utilizzato è grosso modo lo stesso per tutti e i parametri definiti in maggioranza per default dai creatori; ma ogni seduta di Neurofeedback Dinamico non Lineare sarà unica e irripetibile, perché il sistema si adatta al vostro cervello ed al suo stato particolare in quel momento. Inoltre sarebbe inappropriato anche parlare di stimolazione, in quanto il cervello di ognuno fa ciò che vuole, quando vuole e soprattutto come può. Non c’è nessuna forzatura e se la persona resiste volontariamente al training cercando di controllare i suoi pensieri o restando in uno stato vigile e teso al posto di rilassarsi, sicuramente i benefici della seduta saranno minori. Il processo che si attua è incosciente e non è necessario, ma anzi controproducente, cercare di controllare l’attività del proprio cervello. Sarebbe più opportuno rilassarsi e più il cervello è in uno stato di riposo, meno c’è attività cosciente, meglio è. I processi coscienti sono lenti e non fanno altro che rallentare l’apprendimento del cervello e la sua risposta al training del Neurofeedback Dinamico non Lineare.

Un trattamento generalmente necessita di una diagnosi preliminare, si cerca cosa non va in modo specifico. Secondo la medicina tradizionale si considera la malattia in modo unidirezionale. Se c’è una patologia si cerca di far passare la persona dallo stato A (di malattia) allo stato B (di salute). Con il Neurofeedback Dinamico non Lineare l’approccio è completamente diverso. Non si considerano più degli stati, in particolare cerebrali, ma un’organizzazione ed una dinamica. Il cervello è un sistema dinamico non lineare. Il Neurofeedback Dinamico non Lineare l’analizza con l’aiuto di 16 dimensioni in 4 modi diversi (64 dimensioni). Questo Neurofeedback cambia in risposta ai cambiamenti della persona. È dinamico!