Il Neurofeedback Dinamico non Lineare

Il Neurofeedback Dinamico non lineare NeurOptimal® prodotto e sviluppato dalla Zengar negli Stati Uniti e in Canada è senza ombra di dubbio quello scientificamente più avanzato, poiché utilizza tutte le scoperte della fisica, dell’informatica, della matematica della fine del XX secolo, nonché le ultime scoperte nel campo delle neuroscienze.

Questo software ultra perfezionato non poteva essere operativo senza il supporto dei processori informatici di ultima generazione. In effetti egli segue il funzionamento del cervello analizzandolo 256 volte al secondo e si adatta permanentemente ai cambiamenti che vi intervengono. Contrariamente al EEG Biofeedback o Neurofeedback Lineare che seguiva un modello standardizzato di cervello, con questo Neurofeedback è il vostro cervello quello di riferimento ed è il suo funzionamento particolare ed unico che si cerca di ottimizzare. Il cervello di ogni persona ha le sue proprie caratteristiche e peculiarità. Il fine è quello di renderlo più efficiente dandogli la possibilità di funzionare al massimo delle sue potenzialità.

Sul piano scientifico sono stati utilizzati per la sua concezione i lavori del Dr. Herbert Benson e della sua équipe (scuola medica di Harvard). Il premio Nobel Dennis Gabor ha dato un contributo con le sue ricerche sui calcolatori analogici non lineari. William Ross Ashby, uno dei padri della cibernetica, ha avuto anch’egli una parte importante nella concezione del Neurofeedback di ultima generazione. Anche i lavori di Ken Wilber, Marcus Reichle, Klaus Hansen, Dante Chialvo Jean-Jacques Kupiec et Donald Hebb.

L’obiettivo del Neurofeedback Dinamico non Lineare è dunque quello di ridurre lo stato di sofferenza, grazie alle qualità intrinseche del nostro cervello, capace di auto ripararsi e di autoregolarsi. Queste qualità possono essere più o meno sviluppate, ma la plasticità del cervello rende sempre possibile dei cambiamenti che permetteranno un migliore funzionamento. Il cervello è sempre capace di apprendere, qualunque sia il suo stato e questo apprendimento provoca una riorganizzazione che può avere degli effetti positivi in campi molto diversi gli uni dagli altri (cognitivi, emozionali, fisici…) e regolare l’attività di altri sistemi del corpo (cardiaco, ormonale, immunitario).