Il Neurofeedback Dinamico non Lineare in 5 brevi punti

Il Neurofeedback Dinamico non Lineare NeurOptimal® è una metodologia non invasiva e indolore che permette di dare al cervello informazioni su se stesso, così che possa autoregolarsi e ottimizzare la propria attività. In questo modo avvengono cambiamenti e miglioramenti a livello cognitivo, emotivo e fisico. Questa tecnica d’avanguardia è ampiamente praticata negli Stati Uniti e si sta diffondendo in molti paesi, sempre più organismi di salute ne fanno largo uso. Un numero crescente di studi scientifici ne conferma la validità e l’efficacia.
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Su quali principi si basa questa tecnica e in cosa consiste?

La tecnica è fondata sui principi della neuroplasticità e dell’omeostasi dinamica per i quali il cervello è alla ricerca perpetua delle condizioni ideali di equilibrio ed in continua evoluzione. A qualsiasi età e qualunque sia la condizione psicofisica della persona, il cervello è in grado, grazie al supporto del Neurofeedback Dinamico, di ritrovare la stabilità e l’efficienza perduta a causa di traumi fisici e psichici. Il Neurofeedback Dinamico non Lineare si adatta al funzionamento specifico di ogni singolo cervello: non lo spinge a conformarsi ad un cervello ideale, ma lo porta a confrontarsi con se stesso “come davanti ad uno specchio” e a correggere le proprie incoerenze e rigidità. In tal modo si accede ad un equilibrio ottimale su tutti i livelli. Le performance risultano ottimizzate e si risolvono, via via, le somatizzazioni e le problematiche emotive e cognitive.

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Come si svolge una seduta?

La persona è comodamente distesa su una poltrona reclinabile. Pochi sensori applicati sulla teca cranica, registrano l’attività cerebrale e inviano i dati al computer. Il software NeurOptimal® li analizza 256 volte al secondo e, rileva gli eccessi e le variazioni nell’ampiezza delle onde cerebrali secondo un algoritmo specifico. Ad ogni forte variazione o squilibrio dell’attività cerebrale rilevata nel corso della seduta il software genera un’interruzione di poche frazioni di secondo nel fluire della musica che nel frattempo il paziente ascolta. Questo feedback negativo informa in tempo reale il cervello sulla propria incoerente attività e lo induce a ritrovare coerenza. Di seduta in seduta il cervello recupera in efficienza e plasticità.

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In quali casi può risultare utile?

Il principale campo di applicazione del Neurofeedback Dinamico non Lineare è la risoluzione dei vari disturbi d’ansia e dei fenomeni di stress: ansiaattacchi di panicoinsonnia, emicranie, fibromialgia, tachicardia e sindrome da fatica cronica. Si rivela molto efficace anche come primo intervento in stati depressivi e/o come appoggio alla terapia farmacologica classica. Si riscontrano  risultati eclatanti nel trattamento degli acufeni o tinnitus, nella loro risoluzione totale e/o diminuzione in intensità, frequenza e durata o comunque nella cura dell’ansia e della depressione che molto spesso si associano a questa patologia sempre più diffusa. In campo neurocognitivo degli studi ne attestano l’efficacia per il deficit di attenzione, nell’iperattività, nel trattamento dei principali disturbi specifici dell’apprendimento , DSA (dislessia, disprassia e discalculia). Le malattie neurodegenerative quali l’Alzheimer, il Parkinson e la demenza senile ne trovano giovamento nel rallentamento del decorso della malattia e nella stabilizzazione dell’umore dei pazienti. Il Neurofeedback Dinamico non Lineare è anche utilizzato nelle ricerche delle peak performaces da sportivi di alto livello di fama internazionale, artisti, creativi, intellettuali. In ambito aziendale sono attestati successi nella gestione dello stress e nel miglioramento delle prestazioni lavorative, con diminuzione dell’assenteismo.

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Quante sedute sono necessarie per ottenere risultati?

Fin dalle prime sedute si riscontrano dei benefici. Il numero di sedute varia a seconda della problematica, dell’obiettivo e delle caratteristiche individuali.

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E' indicato per tutti o ci sono controindicazioni?

Il Neurofeedback Dinamico non Lineare non è invasivo e non porta effetti collaterali. Non ci sono restrizioni anagrafiche, né legate ad alcun tipo di patologia. Il neurofeedback non è un processo diagnostico, non è un intervento medico.

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