Malattie Neurodegenerative e lesioni cerebrali

il Neurofeedback Dinamico non Lineare - un valido supporto per:
Alzheimer

L’Alzheimer è la forma più comune di demenza presenile degenerativa e invalidante. La malattia può manifestarsi verso i 65 anni, ma anche prima in alcuni casi. La limitata efficacia delle terapie disponibili e le enormi risorse sociali, emotive ed economiche necessarie per gestirla da parte dei familiari la rendono estremamente grave. I primi sintomi sono spesso scambiati con la perdita di memoria o stress. Interviene poi l’incapacità di acquisire nuovi ricordi fino alla confusione mentale, irritabilità, aggressività e progressive disfunzioni sensoriali. I pazienti sono soggetti a deficit emozionale, mancanza di empatia e non riconoscono le espressioni facciali (test di Ekman). Il coniuge o i parenti stretti del paziente sono sottoposti a pesanti carichi emozionali.

Uno studio del dottor Daniel Wagner, nostro formatore in Neurofeedback dinamico, in collaborazione con il dottor Thierry Hergueta neuropsichiatra all’ospedale della Pitié Salpétrière a Parigi (uno dei massimi centri di ricerca in neuroscienze) conferma che dopo un ciclo di sedute di Neurofeedback dinamico vi è un netto miglioramento dello score al test dei visi di Ekman, oltre a miglioramenti funzionali, un miglioramento dell’umore valutato dal coniuge del 75%, un calo degli sbalzi di umore e un aumento della relativa calma del 50%, aumento della concentrazione del 37%, miglioramento della socializzazione del 50%. Il Neurofeedback dinamico non può essere considerato un rimedio per l’Alzheimer, ma uno strumento molto valido nel rallentarne il decorso e nel migliorare la qualità di vita delle persone che ne sono affette e dei loro familiari, certamente sì.

Demenza senile

La demenza senile è un disturbo delle funzioni intellettive precedentemente acquisite, molto meno grave dell’Alzheimer e che sopraggiunge in età avanzata. Essa compromette la capacità critica, il linguaggio, l’orientamento spazio-temporale, ma la persona che ne è affetta conserva uno stato di coscienza vigile. Il Neurofeedback dinamico come ottimizzatore delle funzioni neuronali agisce sia a livello preventivo che come metodo per rallentarne il decorso e migliorare la qualità di vita di chi ne soffre.

76,4%

Lo studio statistico dell’Università di Vittoria in Canada ne attesta l’efficacia al 76,4%.

Parkinson

La malattia di Parkinson ha come sintomi più evidenti tremori, rigidità, lentezza nei movimenti, difficoltà a camminare, ma possono poi insorgere anche problemi cognitivi e comportamentali, quando non addirittura demenza. Il Neurofeedback dinamico non può essere considerato un rimedio per il morbo di Parkinson, ma uno strumento molto valido nel rallentarne il decorso e nel migliorare la qualità di vita delle persone che ne sono affette e dei loro familiari, certamente sì.

Infatti a questa malattia sono associati stati d’ansia e sbalzi di umore che grazie ad esso vengono notevolmente ridotti, oltre ad assicurare un training cerebrale efficace capace di stimolare la produzione di dopamina, di cui queste persone sono cronicamente deficitarie.

Sclerosi multipla

La sclerosi multipla è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario della persona attacca la guaina mielinica delle cellule compromettendone la trasmissione del segnale elettrico attraverso gli assoni. Essa dà luogo ad una vasta gamma di sintomi neurologici e può progredire fino a rendere la persona che ne è affetta disabile fisicamente ed anche cognitivamente. Ad oggi non sono disponibili trattamenti farmacologici efficaci, se non a prevenire la disabilità.

Il Neurofeedback dinamico non può essere considerato un rimedio per la sclerosi multipla, ma uno strumento molto valido nel rallentarne il decorso e nel migliorare la qualità di vita delle persone che ne sono affette e dei loro familiari, certamente sì. Infatti a questa malattia sono associati stati d’ansia e sbalzi di umore che grazie ad esso vengono notevolmente ridotti.

Riabilitazione dopo ictus e ischemia cerebrale

Quando si sopravvive ad un ictus e una volta superata la fase acuta, si può assistere ad un recupero parziale delle funzioni cerebrali danneggiate. Le cellule che non muoiono possono riprendere a funzionare e quando l’edema si riduce le aree sane recuperano regolarmente le loro funzioni. Infine altre aree del cervello possono sostituire le funzioni delle aree danneggiate per effetto della neuro plasticità, che è la capacità del cervello di adattarsi sempre e di continuo a nuove situazioni. Su questo principio si basa il Neurofeedback dinamico, che stimola la neuro plasticità attraverso un adeguato training. Oltre a favorire un recupero psicofisico generale che ridà vigore e forza di vivere a coloro che devono affrontare questo lungo percorso riabilitativo, affrontando anche spesso ansia e depressione.

60,0%

Lo studio statistico dell’Università di Victoria in Canada ne attesta l’efficacia al 60%.

Tetraparesi spastica prenatale e post natale da cerebrolesione acquisita

La tetraparesi spastica è una paralisi parziale che interessa i quattro arti e che si associa a deficit della sensibilità più o meno gravi. Le cause possono essere molteplici e possono determinarsi in fase pre-natale (malattie genetiche, assunzioni di sostanze nocive allo sviluppo armonioso del feto…), ma anche post natale (traumi, infezioni, crisi respiratorie…). Il Neurofeedback dinamico viene utilizzato da l’associazione parigina “Un sourire pour l’espoir” che organizza stage intensivi per la riabilitazione dei bambini cerebrolesi spastici.

Gli effetti constatati su questo tipo di patologia sono dei progressi cognitivi importanti nei bambini che presentano disabilità intellettive, associati ad una più grande facilità di trattamento in campo fisioterapeutico. Dopo la seduta di Neurofeedback dinamico la rigidità e la spasticità articolare diminuiscono permettendo al terapista un più ampio raggio di azione. A questo si associa una diminuzione degli sbalzi di umore e un sonno migliore.