Il Dynamycal Neurofeedback® Neuroptimal® In 7 domande a Francesco Lanza

Cos’è il Neurofeedback dinamico?
“Neuroptimal® Dynamical Neurofeedback® è uno strumento di fitness cerebrale che innesca una trasformazione su misura per ogni persona. È fonte di informazione per il cervello in tempo reale, ma non dirige in alcun modo il sistema nervoso centrale e non è invasivo. Si chiama dinamico perché segue, a livello matematico, la dinamicità del cervello e lavora su quattro dimensioni : la durata, l’intensità, la frequenza e lo shift, il cambiamento, rilevati su ogni evento corticale millisecondo dopo millisecondo”.

In cosa consiste il cambiamento?
Il cambiamento è il linguaggio del cervello, che ha come compito fondamentale quello di rilevarlo e gestirlo, nel corso della variabilità della vita, tanto all’interno dell’organismo, quanto all’esterno, nell’ambiente naturale e sociale in cui ognuno di noi evolve. La neuro-plasticità è il modo in cui il cervello si adatta al cambiamento. Se stimolata, mette in atto processi di trasformazione che cambiano il nostro modo di interpretare la realtà in cui viviamo e, con essa, tutta la nostra persona cambia”.

È un metodo olistico?
“Assolutamente sì. Si basa sulla teoria, ormai convalidata scientificamente, del modello olonomico del cervello di Karl Pribram, padre della neuropsicologia, secondo cui ogni nostra esperienza, positiva o negativa che sia, è immagazzinata elettromagneticamente sotto forma di schemi di interferenza d’onda nelle reti sottili dell’albero dendritico: come negli ologrammi, ogni piccola porzione di cervello contiene la globalità delle informazioni, quelle che compongono la figura intera. Non solo, abbraccia anche i principi della fisica quantistica secondo cui l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo sono regolati dalle stesse leggi”.

A che cosa serve?
“Serve a rendere il cervello capace di gestire ogni situazione al meglio, attraverso il più alto grado di efficienza neuro-plastica, in modo da adattarsi in maniera sempre nuova ai diversi casi della vita, evitando di ripetere meccanicamente degli schemi disfunzionali acquisiti in situazione traumatica. Neuroptimal® mira a trasformare il modo in cui il paziente interpreta il proprio mondo. Il che significa depatologizzarlo. Il paziente diventa cliente e può non identificarsi più con il suo sintomo, aprendo il suo avvenire ad una vasta gamma di possibilità che prima gli erano precluse”.

Spesso però chi si avvicina a Neuroptimal® è disturbato da una sintomatologia
“Certo, sono molti i casi di acufene, insonnia, ansia, emicrania, fibromialgia, ma anche di tante altre patologie gravi che trovano in Neuroptimal® una risposta soddisfacente. Ma il motivo per cui il cliente – paziente sta meglio fino a guarire è dovuto proprio al cambiamento di interpretazione del sintomo stesso. Che viene depotenziato dal cervello stesso nella sua frequenza, nella sua durata e nella sua intensità. Neuroptimal® non è una cura per nessun sintomo specifico, ma risulta estremamente efficace per aiutare il cervello stesso a gestire e risolvere qualsiasi situazione di disagio, anche grave. Neuroptimal® innesca un potentissimo processo di auto-guarigione ed auto-regolazione del cervello. Neuroptimal® non è un Medical Device, un presidio medico chirurgico il cui utilizzo è riservato ai medici ed agli psicoterapeuti. Ma è un Generall Welness, uno strumento di benessere generale che può essere utilizzato da chiunque, previa una necessaria formazione. Per le sue caratteristiche di training cerebrale, Neuroptimal® viene usato anche da chi deve sostenere performance impegnative, che siano sportive, artistiche o intellettuali. Questo tipo di Neurofeedback infatti è un attivatore di risorse”.

Come funziona?
“Il cliente ascolta in cuffia una musica, mentre dei sensori applicati alla scatola cranica inviano l’elettro-encefalogramma al sistema, il quale a sua volta interrompe la musica ogni volta che registra un cambiamento nella variabilità emergente di diversi intervalli di frequenza analizzati simultaneamente sui due emisferi. Il cervello ascoltando una musica melodica, anticipa il tema musicale e quindi viene disturbato nell’ascolto dall’interruzione. Se il cambiamento rilevato ha un carattere di ripetitività ciclica e non risponde quindi in maniera adattativa alla variabilità dinamica della vita stessa, il cervello, prendendone consapevolezza, attiva dunque uno schema nuovo più efficace ed efficiente perché mai uguale a sé stesso. Il “disturbo” provocato dall’interruzione musicale causa, cioè, una risposta di orientamento e la successiva sincronizzazione attraverso il caos, che è la ricerca a random di una soluzione alternativa a quella disfunzionale acquisita in situazione traumatica”.

Quante sessioni sono necessarie per avvertire un miglioramento?
“Non esiste un numero prefissato di sessioni. Secondo Val Brown, il creatore del sistema, ogni sessione è a sé perché è correlata strettamente al momento e a tutte le variabili che questo comporta. Sono d’accordo con lui, ma poiché si tratta di un allenamento del cervello, posso dire per esperienza che occorre farlo con regolarità e con tempi piuttosto ravvicinati. Come quando si va in palestra i risultati sono diversi se ci vado una volta al mese o due volte a settimana. Io consiglio di sottoporsi a 20 sessioni con scadenza bisettimanale per il primo periodo, poi di fare un lavoro di mantenimento più dilatato nel tempo”.