Pietro & Neuroptimal®: storia di un bambino che valeva di più

Ho incontrato Pietro per la prima volta a gennaio 2008. Era un bambino piccolissimo con un quadro clinico importante di tetra-paresi spastica. Sua mamma era alla disperata ricerca di una fisioterapista specializzata sulle patologie neonatali. La prima cosa che mi disse  era che le avevano consigliato di usare un ausilio di postura chiamato guscio, oltre ad un bustino per la colonna vertebrale. Il mio primo pensiero fu che a quel punto tanto valeva ingessarlo. Dissi alla mamma che “il suo bimbo aveva tante potenzialità  ed il tempo non andava sprecato”. Rimase molto colpita dalla mia affermazione e qualche giorno dopo mi chiedette di prendere Pietro in carico, nonostante tra la loro abitazione e il mio studio ci fosse una distanza considerevole. Abbiamo iniziato un percorso terapeutico molto intensivo con  la mobilitazione passiva  a tappeto, a cavallo e in acqua. Pietro è stato anche sottoposto a  interventi chirurgici a cui ho assistito con il consenso del primario. Questo iter ha iniziato a dare i suoi  risultati. Abbiamo iniziato a metterlo in piedi, a farlo camminare con il deambulatore…

Detto questo, essendo sempre alla ricerca di qualcosa che vada oltre le mie capacità, mi imbatto nel Dynamical Neurofeedback® . Con il dottor Francesco Lanza abbiamo iniziato a testarlo su medici e amici e, dopo una fase di sperimentazione, ci siamo convinti che era venuto il momento di sperimentarlo sui bambini. All’epoca Pietro aveva 12 anni, non parlava (oggi ha quattordici anni; ndr), scuoteva solo la testa per dire sì o no. Altrimenti solo urla e strilli…

A livello generale il problema con i bambini disabili e che spesso vengono ricoverati in ospedale e questo naturalmente impedisce una continuità di training con il Dynamical Neurofeedback®. Nel caso di Pietro, sono andata io a casa sua, quando per qualche ragione non poteva raggiungere il mio studio. Quando invece veniva da me lo sdraiavo  nel mio lettone insieme alla mamma con i sensori collegati. terminata la sessione, iniziavo il trattamento fisioterapico a  tappeto notando un tono muscolare più rilassato. Era l’inizio di una serie di miglioramenti evidenti. con il tempo la mamma mi raccontava una dinamica molto interessante: “Ci sono momenti in cui sembra che Pietro ricerchi il Dynamical Neurofeedback®”. Un indizio importante, confermato dal fatto che quando arrivava in studio voleva la musica. C’era poi un altro aspetto sorprendente ed era la sua capacità di stare fermo per 33 minuti, ascoltando la musica con le cuffie senza mai cercare di togliersele o di strappare i cavi dei sensori. Basti dire che quando andava a cavallo rifiutava di indossare il cap.

Un giorno mentre lo trattavo a tappeto in presenza della madre, dice “mamma”. Ci siamo commosse entrambe. Era la prima volta e da quel momento iniziava una vera escalation. Ogni settimana ha acquisito nuove parole, pronunciate in maniera sempre più chiara ed evidente. Non solo, un giorno la madre mi dice: “Guarda che ha cominciato a formulare delle mini-frasi”, tipo ‘papà qui’. A tavola impugna la forchetta e mangia da solo, a scuola è attivo, impara e socializza… Vuole muoversi in estate, passa ore in una piccola piscina posizionata nel giardino della casa. Tutti mi dicono che è irriconoscibile”. Ecco, questo è il punto: un salto di qualità a livello cognitivo dovuto proprio al Dynamical Neurofeedback®. Pietro, in tre anni di sessioni, ha fatto un percorso eccezionale con progressi anche molto veloci, e questo lo posso dire sulla base della mia esperienza trentennale di fisioterapia con i bambini.

Quando si parla di effetto Placebo per Neuroptimal, nel caso del Pietro è sicuramente pari a zero. Un ragazzino come lui, senza consapevolezza di cosa fosse il Dynamical Neurofeedback e di ben 12 anni, non avrebbe potuto mettere in atto i miglioramenti straordinari a livello cognitivo a cui abbiamo assistito per effetto di autoconvincimento.  Anche per questo la sua storia è importante.

Quella di Pietro è una continua evoluzione e questo è fondamentale per lui, per i suoi  genitori ed i suoi fratelli. Pietro è un ragazzo simpatico, presente e con un sottile senso dell’ironia. Sicuramente i suoi miglioramenti continueranno fino alla maggiore età, ed il merito è sicuramente della coraggiosa scelta fatta da questa famiglia e dell’immenso amore che hanno per i loro tre stupendi figli. Grazie Pietro.

Testo di Mariafrancesca Locatelli – Fisioterapista